Ha 30 anni, un curriculum ricco di preziose esperienze e una spiccata sensibilità culturale. Il suo nome è Maria Teresa Nardulli, giovane e promettente architetto pugliese che, da gennaio 2018, fa parte del team Finepro. Abbiamo deciso di presentarvela attraverso un’intervista in cui si racconta e ci racconta il suo percorso, la sua formazione e la sua esperienza professionale.

Maria Teresa, il sogno di diventare architetto è un sogno che culli sin da bambina?
Ad essere sincera no, da bambina non conoscevo nemmeno la parola ed il suo significato. Tuttavia ho sempre sognato di fare prima la pittrice, poi la restauratrice di dipinti e sculture, affascinata da viaggi in giro per l’Italia che mi hanno da subito avvicinata al ricco patrimonio culturale che ci circonda. Chiese antiche, borghi medievali e musei d’antichità sono da sempre stati mete predilette e luoghi del cuore per me, e tuttora rappresentano il fil rouge delle mie giornate da architetto.

Sappiamo che sei una profonda conoscitrice delle tecniche costruttive del mondo antico e che nutri una forte passione per l’archeologia e l’arte del restauro. Spiegaci meglio.
La mia passione di bambina per dipinti ed antiche sculture si è poi trasformata nello studio di architetture antiche e nella Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio. Spesso la gente considera l’architetto come colui che progetta grattacieli, ponti, scuole, già orientato verso le modernissime città del futuro. Secondo me l’architetto deve anche conoscere il passato e la storia delle città che progetta, ed in primis considerarne la conservazione e la valorizzazione, a partire delle testimonianze più lontane nel tempo, oggi studiate a torto solo dall’archeologia, ed invece spesso utili per decodificare il futuro.

Dal 2015 hai deciso di svolgere la libera professione di architetto, scegliendo una strada difficile, ma anche ricca di grandi soddisfazioni. Cosa ne pensi?
Tanto impegno e competenze a volte non bastano, oggi, per fare l’architetto. Multidisciplinarità e specializzazione, infatti, sono i principali aspetti che si richiedono ad un giovane architetto nello svolgimento della libera professione. Spesso queste competenze sono inconciliabili in una singola figura, soprattutto se giovane ed alle prime esperienze. Anche per queste motivazioni sono soddisfatta che il mio percorso professionale mi abbia condotto nella Finepro.

Nel gennaio 2018 sei approdata nella Finepro come architetto collaboratore. Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa esperienza lavorativa?
Credo che il lavoro in team ed il confronto continuo siano i principali motori per la crescita professionale di un architetto. La finepro annovera nella sua squadra sia giovani professionisti che tecnici con un ampio know how in numerosi settori dell’ingegneria e dell’architettura, e rappresenta una delle migliori realtà pugliesi per un professionista che vuole crescere e formarsi.

Dopo quasi un anno nella Finepro come descriveresti questa esperienza ad una tua amica?
E’ un’esperienza più che positiva: intraprendenza, impegno e collaborazione sono qualità che nella Finepro vengono apprezzate e valorizzate. La varietà di progetti complessi eseguiti e di realizzazioni ben riuscite e meritorie, l’apertura verso l’innovazione tecnologica ma anche la conoscenza delle stratificazioni territoriali, la multidisciplinarità e la costante collaborazione sono i principali aspetti che rendono la collaborazione con la Finepro una tappa importante per me ed i miei colleghi.

Se ti chiedessimo di definire la tua personalità sul posto di lavoro con tre aggettivi, quali sceglieresti?
Cerco di essere positiva e propositiva, di accogliere le novità e le situazioni difficili che ogni giorno si prospettano senza abbattermi, certa che la collaborazione con i miei colleghi sia il miglior problem solving e la strada giusta per centrare risultati sempre più ambiziosi.

Quali sono i tuoi progetti e le tue ambizioni per il futuro?
Per la professione dell’architetto spero che aumentino gli investimenti a favore degli interventi di restauro, riqualificazione e valorizzazione del territorio splendido in cui siamo immersi, per me invece spero che il futuro mi riservi sfide ed occasioni di crescita sempre più formative, magari supportata dal team Finepro, in grado di alimentare entusiasmo, voglia di fare e quella passione nella professione che è alla base di ogni successo e soddisfazione personale.

arch. Maria Teresa Nardulli