È questo il titolo della riunione organizzata per presentare allo staff della Finepro il programma aziendale 2016.

“La Finepro 1.0 era un auspicio di qualcosa di diverso rispetto a quello che eravamo prima: passare da un grosso studio a una società organizzata come altre che operavano sul mercato.” Così Michele Sgobba, presidente della Finepro srl che aggiunge: “Fatta la Finepro occorreva fare i “finepriani”, cioè persone in grado di gestire una società complessa e costosa e capaci di introiettare e far proprie le regole di mercato in cui eravamo immersi per evitare di essere sommersi dalla crisi che ha investito il nostro settore a partire dal 2007, anno in cui ci siamo trasferiti qui.

Il 2013 è stato un anno difficile per tutti; 6 anni di crisi hanno devastato il settore delle costruzioni, dei servizi e delle professioni. Molte società storiche hanno chiuso o ridimensionato drasticamente il proprio organico in attesa di tempi migliori.
Noi abbiamo seguito una strada diversa: razionalizzazione dell’area amministrativa e finanziaria, riorganizzazione della produzione e dell’organigramma aziendale e investimenti nel marketing. Così abbiamo avviato la fase 2.0 della Finepro con l’obiettivo di consolidare i risultati ottenuti e mantenere la quota di mercato raggiunta.

Il 2016 presenta un quadro meno pessimistico rispetto al passato, noi abbiamo portato a regime la nuova organizzazione aziendale, definito la nuova immagine della società, dimostrato di riuscire a rimanere nel mercato senza fare passi indietro.
Ora dobbiamo inaugurare una nuova politica aziendale di crescita basata su nuovi modelli aziendali, su nuove attività e su nuovi mercati per far partire la fase 3.0 della Finepro. Questo processo di riforma deve attuarsi nel 2016 e deve essere operativo il primo gennaio 2017.”